Nel 2027 cadrà un anniversario importante per il mondo della musica: il bicentenario dalla morte di Ludwig van Beethoven. La diffusione della sua musica non ha certo bisogno di essere perorata da una ricorrenza anagrafica; ecco allora che questo bicentenario costituisce solo un pretesto per riascoltare ancora una volta i capolavori che ha lasciato all’umanità.
Beethoven, dunque, e un’altra grande orchestra sin-fonica: quella dell’Opera “Carlo Felice” di Genova, una delle 14 Fondazioni lirico-sinfoniche del nostro Paese.
La sua storia inizia nei primi anni del ‘900 e neppure i bombardamenti del 1943, con la distruzione dell’antico teatro Carlo Felice, sono riusciti a interromperla.
L’elenco dei direttori che si sono avvicendati sul suo podio è impressionante e non possiamo che darne un breve sunto: Stravinsky, Celibidache, Abbado, Muti, Prêtre, Rostropovich. In tempi più recenti: Pappano, Thielemann, Gatti, Maazel, Mehta, Petrenko.
Sintesi del passato e centro di irradiazione della musica del futuro, le Sinfonie di Beethoven brillano ancora
oggi di una forza straordinaria: un patrimonio di cultu-ra, civiltà e bellezza tra i più alti della storia dell’uma-nità. Di quel corpus formidabile potremo ascoltare la Seconda e la Sesta, la celeberrima Sinfonia Pastorale.